Con i disegni di Laura, Oscar (Italia) e Martyna (Polonia)
Brillanti viaggiatori di Brillina

Una mattina d’inverno il pesciolino Mosaico che si stava svegliando, udì un lamento disperato che proveniva dal bosco:
- Dove sono i miei brrrrrrrrrillanti? Chi ha prrrreso i miei brrrrrillanti?
Il pesciolino nuotò in fretta verso la riva e saltò dall’acqua. Vide la gazza Brillina che camminava su è giù sulla terra nera e urlava!
- Rrrrrrrrestituitemi i miei brrrrrrillanti! Ho lavorrrrato tanto per rrrrrrraccoglierrrrli!
Mosaico si preoccupò. Si ricordava che Brillina qualche giorno prima raccolse tantissimi brillanti dal ghiaccio sul lago e che lavorò duramente tutto il giorno per distribuirli sull’albero di Natale.
- Brillina, che cosa ti è successo?
Chiese Mosaico. Brillina gli si avvicinò in fretta e disse con gli occhi lucidi:
- Ti rrrrricordi che ho rrrrraccolto tanti brrrrillanti e poi li ho attaccati sul pino?
- Sì, mi ricordo, c’ero anch’io.
- Ecco, non ci sono più!
- Dove sono finiti?
- Non lo so, ma suppongo che sia stata l’operrrra di un altrrrro uccello. Nessun altrrrro animale sarrrrebbe in grrrrado di arrrrrampicarsi così in alto sull’alberrrro. Forrrrse solo gli scoiattoli, ma loro dorrrrmono da un pezzo e non è possibile svegliarrrrrgli.
- Mi dispiace, non so come posso aiutarti. Posso chiedere ai pesciolini se hanno visto qualcosa.
In quell’istante si intravide un movimento sui rami vicini e si udì un leggero fruscio.
- Chi è?! Chi è?! – gridò la gazza. – Che esca subito fuorrrri!
Dai rami si scorse prima una macchiolina rossa, poi un bel pezzo di pelo rosso, poi una coda e poi tutto lo scoiattolo che si girò di scatto.
- Sono io, Dentino – rispose lo scoiattolo con la voce silenziosa.
- Dì un po’ – gridò la gazza. Non sai niente dei brrrrrillantini che c’errrrano sul pino?
- Brillantini sul pino? No! – Dichiarò Dentino meravigliato.
- Strrrrano! Io crrrredevo che tu dorrrrmivi – diceva Brillina sempre più sospettosa – invece tu saltelli sugli alberrrri. Dimmi un po’: forrrrse sei stato tu a portarrrre via i brrrrillantini?!
- No! Io dormivo, ma mi sono svegliato proprio ora, credo che siano state le vostre voci a svegliarmi!
- Mhm, dorrrrmivi, dorrrrmivi, e non dorrrrmi più. Strrrrano… - continuava Brillina.
Lo scoiattolo aveva gli occhi pieni di lacrime, Brillina dubitava della sua onestà. Dentino si sentì solo ed offeso:
- Vi credevo i miei amici. Non giocherò più con voi!
Disse con la vocina debole e delusa, si girò e in un attimo scomparve.
Mosaico e Brillina rimasero soli. Brillina si sentì dispiaciuta.
- Forrrrse ho esagerrrrrato, … e se non è stato Dentino?
- Infatti, potrebbe essere stato qualcun altro.
- Ma chi?
- Un’altra gazza! – esclamò Mosaico.
- Mhm, forrrrse hai rrrragione, ma ho paura che nessuno vorrrrrà ammetterrrre di averrrrmi portato via i brrrillantini e che non li rrrrecupererrrrò mai.
- Sai, ho un’idea. Andiamo al lago, ti aiuterò a raccogliere gli altri brillantini – disse in fretta Mosaico, vedendo la tristezza della gazza.
- Grrrrazie, sei un verrrro amico.
Si avvicinarono al lago e videro con stupore che anche sul lago non c’erano più i brillantini.
- Ma chi è stato?! – urlò preoccupata Brillina.
- Dovrà essere stato qualcuno moooolto più grande e moooolto più forte dello scoiattolo!
- È verrrro, nessun animale del bosco sarrrrebbe stato in grrrrado di portarrrre via tanti brrrrillantini, nemmeno tutti gli animali messi insieme.
- Pensa che grande cesto ci voleva per raccoglierli tutti – disse Mosaico.
- Ah, peccato. Ho capito: niente brrrrillantini. Lascio perderrrre, anche se mi dispiace molto, molto, - disse Brillina.
- Brillina, non rinunciare. Il lago è grande, forse troveremo ancora qualche brillante all’altra sponda.
Alla gazza è piaciuta l’idea di Mosaico che saltò nell’acqua e cominciò a nuotare in fretta verso l’altra riva. Brillina si alzò in volo e seguì il pesciolino.
- Sì, vedo i brrrrillanti dall’altrrrra parte del lago! – urlò.
- Allora andiamo lì! – rispose Mosaico facendo tante bollicine nell’acqua.
- Come fai? – chiese Brillina
- Che cosa?
- Le bollicine.
- Quando parlo sott’acqua faccio le bollicine – rispose Mosaico.
- Voi pesci siete perrrrò un po’ strrrrani – ribatté la gazza – quando parrrrlate sott’acqua fate le bollicine!
- Non lo facciamo a posta! – Disse il pesciolino sentendosi un po’ preso in giro.
- Ma non prrrrendertela! È diverrrrtente. Io non ne sono capace. Fammi vederrrre ancora come fai!
Il pesciolino scese in fretta sott’acqua e cominciò a respirare forte. Tante bolle saltavano fuori dall’acqua come mille piccoli palloncini trasparenti che facevano “blu, blu, blu, blu”.
La gazza volava sopra di lui divertita e urlava:
- Ancorrrra! Ancorrrra!
Giocando e ridendo Brillina e Mosaico giunsero all’altra sponda del lago, dove c’era un bosco grande, con gli alberi molto alti, abitati da tanti altri uccelli ed animali. Si sentivano le loro voci e Brillina era un po’ preoccupata di entrare di nascosto nel loro territorio, ma gli abitanti di questa parte non si accorsero nemmeno della sua visita, poiché tutti erano occupati a cantare e a chiacchierare animatamente.
- Vedi qui ancorrrra ci sono i brrrrillanti – disse piano, indicando con un’ala la parte del lago coperta dall’ombra.
- Ma non sono così belli come da noi – rispose il pesciolino.
- È verrrro, ma forse basta pulirrrrli.
- Dai, raccogliamo qualcuno, poi si vedrà.
Il sole che ormai si svegliò, allargava sempre di più le sue braccia, coprendo con la sua luce tutta la terra, si stendeva sul lago e sul bosco, sugli alberi che lo salutavano calorosamente.

Dove il sole appoggiava i suoi raggi tutto diventava più luminoso, tutto sembrava di gioire. La gazza era felice vedendo il sole:
- Finalmente un po’ più caldo. Devo dirrrrti che qui l’arrrria l’ho sentita molto più frrredda.
Ma Brillina si accorse con stupore che dove passava il sole scomparivano i brillantini.
- Ma cosa succede? Guarrrrda un po’! – esclamò meravigliata.
- Adesso hai visto chi è stato a portare via i brillantini! – Rispose il pesciolino, anche lui meravigliato.
- Orrrra ho capito perché il sole è così luminoso! Con tutti quei brrrrrillantini che se li porta via! Se andrrrrà avanti così non me lo lascerrrrà nemmeno uno!
Brillina non nascondeva la propria rabbia, si sentiva ingannata, lei si fidava del Sole, invece è stato proprio lui a far scomparire tutti i brillantini. L’uccello si alzò in volo, fino a quando gli bastarono le forze e gridò:
- Ei, Sole! Perrrrché porrrrti via tutti i brrrrillantini?! Lascia qualcuno a me!
Il sole sorrideva sempre di più ed era così caloroso che a Brillina passò tutta la rabbia, ma chiese ancora:
- Per favorrrre, lascia qualche brrrrillantino perrrr me!
Il Sole sembrava divertito ascoltando Brillina. Fece un sorriso ancora più grande e le rispose:
- È finito l’inverno. Tutti mettono via le loro coperte pesanti ed i capotti ed io metto via la coperta di ghiaccio, fino al prossimo inverno.
- Ma per favorrrre, lasciami qualche brrrrillantino.
- Non posso, i brillanti di ghiaccio hanno il bisogno del freddo e possono vivere soltanto se sono tutti abbracciati l’uno all’altro. Nessun brillantino può vivere a lungo da solo. I brillantini, per vivere, hanno bisogno del freddo, e tu non sei in grado di rassicurarglielo. Mi dispiace, ma li devo consegnare tutti al mio cugino Gelo, che gli sta aspettando lontano, lontano, dall’altra parte della Terra.
- Peccato, errrra così bello! Ma perrrrrché sparrrriscono?
- Non spariscono, diventano invisibili, così viaggiano più in fretta. Quando li scaldo prima diventano acqua e poi quando si scaldano ancora di più diventano vapore e non li puoi vedere.
- Così sanno nuotarrrre come Mosaico e volarrrre come me? – chiese Brillina sorpresa.
- Più o meno, dipende se sono caldi o se sono freddi.
- Peccato, ma quando errrrano frrrreddi, molto frrrreddi… gelati, errrrano più belli perrrrché brrrrillavano. Eh, pazienza – sospirò Brillina dispiaciuta.
- Brillina, sai che fra poco si sveglieranno tutti gli animali, che sbocceranno i fiori. Sai che ci saranno tanti bei colori e profumi. Certo non ci saranno più le perline di ghiaccio, ma ci saranno tante altre belle cose.
- Sì, mi rrrricordo… la prrrrimavera,… estate… . Sì… è verrrro anche la prrrrimavera è bella, è verrrro, è verrrro. Grrrrazie Sole, che mi hai rrrraccontato tutte queste cose, adesso non sono più trrrriste!
Brillina era più tranquilla, salutò il Sole sbattendo fortemente le ali e scese giù dove l’aspettava Mosaico.
- Ho visto che hai parlato con il Sole – disse il pesciolino.
- Sì, mi ha spiegato che è arrrrrivata la prrrrimavera e bisogna metterrrre via il ghiaccio fino al prrrrossimo inverrrrno.

- Mi dispiace.
- No, non ti devi dispiacerrrre, poiché ci sarrrranno tante altrrrre belle cose – rispose Brillina e aggiunse:
- Sono stata ingiusta con Dentino.
- È vero, bisogna che gli chiedi scusa.
- Sì, mi dispiace per averrrrgli detto tutte queste cose, ma errrro così arrrrrabbiata, ma prrrroprrrrio arrrrabbiata… e me la sono prrrresa con lui!
- Dai, andiamo subito da Dentino!
Decise il pesciolino e tutte e due ripresero la strada di ritorno.
Dentino stava nella sua buca e stava rompendo le noci. Da lontano si sentiva il fracasso dei gusci che si spezzavano sotto i denti dello scoiattolo come se fossero delle caramelle. Brillina più volte busso all’albero, ma Dentino non la sentiva, poiché era troppo preso dal lavoro. Brillina si affacciò alla buca e lo scoiattolo la scorse e la guardo con gli occhi dispiaciuti.
- Dentino, sono venuta a chiederrrrti scusa – disse la gazza.
- Non si può accusare nessuno! – Rispose lo scoiattolo. - Sai che non sono amante dei gioielli. Mi piacciono le noci, le pigne, le ghiande, ma non i brillanti. Che cosa ci posso fare io con i brillanti?
- Hai rrrragione, ma errrro così arrrrrabbiata che non rrrrriflettevo più!
- Va bene, non sono più arrabbiato con te. Entra, ti offro una noce.
- Va bene Dentino, ma prrrrima vorrrrrei chiederrrrti se potevi scenderrrre con me. Sotto c’è Mosaico che vuole saperrrre se abbiamo fatto pace.
Lo scoiattolo annuì ed in qualche istante lui e la gazza si trovarono sotto l’albero, dove gli aspettava il pesciolino. Brillina e Dentino si abbracciarono poi si abbracciarono tutti e tre con Mosaico.
Il Sole gli guardava contento e sorrideva. Sotto i suoi raggi allegri si svegliava la terra che profumava di primavera. Brillina per un istante diventò triste pensando ai suoi brillanti scomparsi, ma si consolò che in effetti non erano scomparsi ma erano soltanto in lungo viaggio per l’altra parte della Terra e che di nuovo sarebbero tornati da lei. Con questo pensiero si tranquillizzò e si può dire che anche diventò contenta considerando che era proprietaria dei brillanti speciali e… magici, dei brillanti… viaggiatori.

